Gruppi di autoconsumo condominiali: il loro funzionamento

Come funzionano i Gruppi di Autoconsumo in condominio e quali benefici offrono: il nuovo decreto sull’autoconsumo energetico negli edifici.

L’autoconsumo collettivo, conosciuto anche come ACC, rappresenta una modalità innovativa di gestione dell’energia, dove un gruppo di individui si organizza per produrre e utilizzare insieme l’energia proveniente da fonti rinnovabili, come ad esempio pannelli solari fotovoltaici. In questo modello, l’energia non viene solo prelevata dalla rete nazionale, ma principalmente generata e consumata all’interno del gruppo. In questo breve articolo esamineremo come funzionano i gruppi di autoconsumo, le nuove normative e gli incentivi fiscali. Esploreremo inoltre i vantaggi economici di questa nuova forma di produzione energetica.

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Chi partecipa all’Autoconsumo Collettivo?

In un gruppo di ACC, i partecipanti, chiamati autoconsumatori, possono essere sia residenti in un condominio sia proprietari di attività commerciali che si trovano nello stesso edificio. Questi utenti condividono l’energia generata da impianti che non superano 1 megawatt (MW) di potenza, creando una rete di consumo energetico sostenibile e reciprocamente vantaggiosa.

Un esempio tipico di ACC si trova nei condomini che dispongono di un impianto di energia rinnovabile, come solare, installato nelle aree comuni. Questo sistema è in grado di coprire parte del fabbisogno energetico delle parti comuni del condominio e degli appartamenti, permettendo anche di vendere eventuali eccedenze energetiche alla rete non utilizzate dai membri dell’ACC.

Come funziona l’autoconsumo collettivo?

Il funzionamento dell’ACC si basa sulla produzione locale di energia da fonti rinnovabili, idealmente situate in prossimità dei luoghi di consumo, come i tetti degli edifici condominiali dotati di impianti fotovoltaici. L’energia prodotta viene distribuita in tempo reale ai membri dell’ACC. Se la produzione eccede il consumo del gruppo, l’energia in eccesso può essere immagazzinata per un uso futuro o ceduta alla rete elettrica nazionale.

Vantaggi dell’autoconsumo collettivo

La creazione di un gruppo di ACC consente ai partecipanti di ridurre i costi energetici e di contribuire alla transizione verso un sistema energetico più sostenibile. Questo modello promuove l’uso di energie pulite, aumenta l’indipendenza energetica dei partecipanti e riduce l’impatto ambientale complessivo.

Le novità sull’autoconsumo collettivo: il nuovo decreto

Il nuovo Decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica incoraggia l’uso di energia rinnovabile nei condomini in Italia. Questo decreto prevede anche un incentivo economico, sotto forma di contributo a fondo perduto del 40%, destinato agli impianti realizzati nei comuni con meno di 5.000 abitanti. Questo incentivo fa parte di un finanziamento complessivo di 2,2 miliardi di euro previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Attraverso i contributi a fondo perduto, i condomini hanno un incentivo economico a investire in energia rinnovabile, contribuendo così a una maggiore sostenibilità e a un futuro energetico più pulito e autonomo.

Con l’entrata in vigore del nuovo decreto, è possibile realizzare configurazioni di autoconsumo, denominate Cacer, per la condivisione dell’energia rinnovabile fino a un megawatt di potenza installata. Questo limite si adatta bene alle esigenze di utenti produttori e consumatori collegati alla stessa cabina primaria, che potrebbe essere equivalente a uno o due quartieri di una grande città. Ad esempio, una città come Milano è servita da dieci cabine primarie, dimostrando la portata dell’opportunità offerta.

Quali sono gli incentivi per l’autoconsumo energetico e come funzionano?

Per beneficiare degli incentivi previsti per l’energia elettrica, c’è un tetto massimo di 5 gigawatt di potenza. Questo limite è significativo perché si avvicina alla capacità di coprire quasi interamente la componente energia della bolletta elettrica al prezzo attuale del mercato elettrico, noto come PUN (Prezzo Unico Nazionale).

L’incentivo di tariffa è applicabile all’energia consumata entro un’ora dalla produzione. Le comunità condominiali, costituendosi in gruppi di autoconsumo, sono naturalmente predisposte a sfruttare questo beneficio.

Quanta energia può produrre un condominio con i pannelli solari?

Un edificio tipo, con una sessantina di appartamenti e un tetto di 600 metri quadrati, può installare pannelli solari capaci di generare approssimativamente 100 kW di potenza, considerando l’efficienza attuale dei pannelli solari. Per raggiungere il limite di 5 gigawatt, sarebbe necessario che circa 100.000 edifici simili adottassero questa soluzione.

Come viene utilizzato il contributo a fondo perduto nei piccoli Comuni?

Nei comuni con meno di 5.000 abitanti, è disponibile un incentivo sotto forma di contributo a fondo perduto del 40% per l’installazione di impianti solari. Se il costo medio di un impianto è di 100.000 euro, inclusa la progettazione, il numero di edifici necessari per esaurire il fondo sarebbe pari a 100.000.

Come costituire un Gruppo di Autoconsumo in condominio

Per avviare un gruppo di autoconsumo energetico in condominio, i residenti devono scegliere un coordinatore, che spesso coincide con l’amministratore del condominio stesso. Questa figura avrà il compito di guidare il progetto e assicurarsi che tutto proceda secondo le regole stabilite.

L’assemblea condominiale deve approvare una delibera che stabilisca non solo la creazione del gruppo di autoconsumo, ma anche le regole di gestione, comprese le modalità di ripartizione dei benefici energetici e economici derivanti dall’impianto. Queste decisioni possono essere delegate a documenti privati per una maggiore flessibilità.

Per avere un quadro chiaro e completo della situazione energetica del condominio, è utile raccogliere e analizzare le bollette elettriche di tutti gli abitanti. Questo passaggio permette di capire i consumi attuali e di pianificare al meglio l’installazione dell’impianto solare.

Gli abitanti che finora hanno sfruttato tariffe biorarie, con costi ridotti durante la notte, dovranno adattarsi a consumare energia principalmente di giorno, quando l’impianto solare produce elettricità, massimizzando così i vantaggi dell’autoconsumo.

Cosa succede se l’impianto produce più energia del necessario?

Se l’impianto solare installato sul tetto produce più energia di quella consumata dal condominio, o se nelle vicinanze c’è un altro impianto che necessita di consumatori per l’energia prodotta, è possibile creare una Cacer. Questa configurazione permette di condividere l’energia con altri edifici o utenti esterni al condominio, ottimizzando l’utilizzo delle risorse energetiche disponibili.

L’energia prodotta in eccesso rispetto al consumo del condominio viene immessa nella rete elettrica e venduta al prezzo di mercato, attraverso un contratto di Ritiro Dedicato con il GSE. Il prezzo di vendita è determinato dal Prezzo Zonale Orario.

Esempio pratico

Se un impianto installato in condominio produce 10.000 kWh, 2.000 di questi vengono utilizzati per i servizi comuni (come ascensore e illuminazione delle aree comuni). Dei restanti 8.000 kWh, 5.000 vengono consumati direttamente dai condomini mentre 3.000 vengono immessi in rete. L’energia consumata direttamente (2.000 kWh dai servizi comuni e 5.000 kWh dai condomini) viene considerata autoconsumata, con un incentivo per i 5.000 kWh consumati dai condomini al momento della produzione (circa 10 centesimi a kWh, variabile in base al prezzo di mercato), mentre i 3.000 kWh in eccesso vengono venduti sul mercato.

Se l’impianto di autoconsumo ha una potenza superiore ai 20 kW, viene considerato un’officina elettrica. Questo status comporta una serie di obblighi burocratici complessi. Pertanto, è essenziale che la gestione dell’impianto sia affidata a personale tecnico specializzato.

Qual è il ruolo dell’assemblea condominiale secondo il Codice Civile?

Secondo l’articolo 1135 del Codice Civile, l’assemblea condominiale ha il potere di autorizzare l’amministratore a partecipare a progetti che migliorano la vivibilità e la sostenibilità dell’area in cui si trova il condominio. La creazione di un gruppo di autoconsumo con la Cacer si inserisce in queste iniziative, offrendo vantaggi in termini di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, non solo al condominio ma anche alla comunità circostante.

Quali strumenti fornisce il GSE per la valutazione dell’investimento?

Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sta per aggiornare il portale dedicato all’autoconsumo. Questa piattaforma permetterà sia agli amministratori condominiali che ai singoli proprietari di calcolare facilmente i costi e i benefici derivanti dall’installazione di pannelli solari.

Come si collegano i pannelli solari in un condominio?

In un condominio, i pannelli solari installati sul tetto devono essere collegati al contatore condominiale che registra la produzione di energia. Gli utenti che fanno parte della Cacer, la comunità per l’autoconsumo energetico, non devono effettuare collegamenti diretti ma solo comunicare il proprio codice POD, che identifica la loro utenza sulla bolletta, al coordinatore della Cacer. Quest’ultimo si occuperà di registrare l’utenza sul portale Gaudi di Terna.

Chi può far parte di una Cacer?

La Cacer può essere costituita all’interno di un condominio, ma anche da associazioni o enti non lucrativi. Le linee guida del GSE forniranno tutti i dettagli operativi per la costituzione e la gestione di queste comunità di autoconsumo.

Quali sono le opzioni di finanziamento per la Cacer?

Il finanziamento del progetto di autoconsumo può avvenire tramite i contributi dei condomini interessati o attraverso la stipula di un finanziamento esterno. Attualmente, il costo di un finanziamento decennale copre circa il 50% della spesa totale.

Fonte

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Gruppi di autoconsumo condominiali: il loro funzionamento ultima modifica: 2024-04-08 06:30:44.000000 da Carosello