Il problema
Stai pensando di installare una wallbox a casa per ricaricare l'auto elettrica, ma tra le sigle da 3,7 kW, 7,4 kW, 11 kW e 22 kW ti sei perso. Comprarne una troppo potente per il tuo impianto è spreco di soldi; una troppo debole ti lascia con l'auto scarica al mattino. Vediamo insieme come capire di quanti kW hai davvero bisogno, senza formule complicate.
Cosa devi sapere prima
Prima di tutto, non confondere due sigle: i kW sono la potenza, cioè la velocità con cui l'energia entra nella batteria; i kWh sono la quantità di energia che la batteria contiene. Una batteria da 50 kWh caricata a 7,4 kW impiega più o meno il tempo che immagini: più alti sono i kW, più veloce è la ricarica.
La velocità reale, però, dipende da tre fattori che devono andare d'accordo tra loro: la potenza della wallbox, la potenza del tuo contatore e il caricatore di bordo dell'auto (l'"onboard charger"). Il più lento dei tre decide la velocità finale. Tienili a mente: è la chiave di tutto.
Come scegliere i kW giusti, passo per passo
- Guarda il tuo contatore. La maggior parte delle case italiane ha un contatore da 3 kW. Con questo puoi al massimo una ricarica lenta; per una wallbox seria conviene salire a 4,5 o 6 kW, un aumento che si richiede facilmente al proprio fornitore di luce.
- Verifica se il tuo impianto è monofase o trifase. Quasi tutte le abitazioni sono monofase: qui la wallbox arriva a un massimo di 7,4 kW. Le versioni da 11 o 22 kW richiedono un impianto trifase e un contatore da almeno 6 kW, tipico più di aziende e villette attrezzate.
- Controlla il caricatore di bordo dell'auto. Molte auto elettriche accettano in corrente alternata al massimo 7,4 kW o 11 kW. Se la tua auto si ferma a 7,4 kW, una wallbox da 22 kW non ti darà nulla di più: pagheresti potenza che l'auto non sa usare.
- Fai il conto sulle tue abitudini. Per il classico tragitto casa-lavoro (50-70 km al giorno) una wallbox da 7,4 kW è più che sufficiente: recupera circa 40-50 km di autonomia ogni ora e ti garantisce il "pieno" durante la notte.
Errori comuni da evitare
- Comprare una wallbox da 22 kW "per sicurezza" quando l'impianto è monofase: non potrà mai erogare quella potenza.
- Ignorare il caricatore di bordo dell'auto: è lui il vero limite in corrente alternata.
- Installare la wallbox senza aumentare il contatore: rischi che salti la corrente ogni volta che accendi forno e lavatrice mentre carichi.
- Rinunciare al bilanciamento dinamico del carico: è la funzione che riduce in automatico la potenza di ricarica per non far scattare il contatore. Molto utile in casa.
Domande frequenti
Q: Con una normale presa di casa posso ricaricare?
R: Sì, ma a circa 2,3 kW: servono anche più di 15 ore per una batteria media. Va bene solo per ricariche occasionali, non come soluzione quotidiana.
Q: Quanto ci mette una wallbox da 7,4 kW?
R: Una batteria da 40 kWh si ricarica in circa 6 ore, quindi comodamente in una notte.
Q: Devo per forza aumentare la potenza del contatore?
R: Non sempre, ma se usi spesso l'auto conviene passare a 4,5 o 6 kW per evitare interruzioni.
Quando serve aiuto
Capire monofase, trifase, kW del contatore e caricatore di bordo dell'auto non è sempre immediato: un sopralluogo evita acquisti sbagliati. Carosello è agenzia autorizzata Enel X Way: se vuoi una wallbox a casa — come la Waybox di Enel X Way o una Tesla Wall Connector — possiamo dimensionarla sul tuo impianto e farti un preventivo gratuito. Passa a trovarci nei negozi di Alassio, Albenga o allo Spazio Enel Genova, oppure scrivici dalla pagina contatti e guardiamo insieme la soluzione giusta.
Le informazioni hanno valore divulgativo; per l'installazione e il dimensionamento sul tuo impianto rivolgiti sempre a un tecnico qualificato.
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